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Gion Uein Show
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martedì 15 aprile 2003
Diciamolo subito : peccato. Peccato perché un romanzo del genere ( il migliore di King dai tempi del Miglio Verde ) meritava sicuramente sorte cinematografica migliore. Ne “L’acchiappasogni” gli alieni sono “solo” il corollario di una storia di amicizia e complicità diluita in un periodo di 20 anni . Ogni anno quattro amici si ritrovano su uno chalet di montagna per una sana battuta di caccia. E’ l’occasione per staccare la spina e per dare continuità un’amicizia diventata oramai solo “telefonica” a causa degli impegni dalla vita. E’ anche l’occasione per ricordare e per celebrare l’amicizia di uno di loro, un ragazzino dotato di una sensibilità particolare : Duddits. Tutte le tessere del puzzle disseminate nei ventanni della loro esistenza troveranno drammaticamente una precisa collocazione quando si troveranno a fronteggiare , nel bel mezzo dei monti del Maine, una invasione aliena. L’abilità principale di Stepen King è sempre stata quella di donare nuova luce anche alla più abusata delle storie ( che si tratti di vampiri, virus letali o invasioni aliene ) grazie ( soprattutto ) alla sua capacità di approfondire la psicologia dei personaggi. Tutto questo è completamente assente nel film. L’impatto che avuto Lawrence Kasdan sulla storia è stato traumatico. Si può tranquillamente parlare di “effetto pialla” : metaforicamente potremmo pensare al regista del “Grande Freddo” che spiaccica il romanzo sulla pellicola eliminando le asperità e ritagliandone i bordi traboccanti al fine di contenere il tutto nei rigorosi tempi cinematografici ricavandone di conseguenza un prodotto “senza dimensione”. Obbiettivamente due ore venti erano pochine per rendere al meglio il complesso quadro reso dallo scrittore del Maine nelle cinquecento e passa pagine di romanzo, e in effetti il film ha soventi cadute di ritmo dovute sia ai tempi del montaggio ( non sempre felice nei passaggi dall’infanzia ai giorni nostri ) sia alle scelte del regista che non ha il coraggio di scrollarsi di dosso alcune situazioni che non legano col suo modo di raccontare la storia ( tutta la gestione del rifugio “mentale” nel magazzino dei ricordi ha un impatto visivo davvero debole ). Praticamente saltato a piè pari poi tutto l’inseguimento finale. Questi intoppi sono amplificati da chi ha letto il romanzo ma ai fini dello scorrimento sono assai evidenti anche per i neofiti. Ma l’errore madornale di Lawrence Kasdan è stato quello di non avere dato spazio sufficiente al protagonista di tutta la storia : Duddits, ossia l’acchiappasogni , colpevolmente relegato al ruolo di comprimario. Nelle mani di Kashdan “L’Acciappasogni” è diventata una semplice storia di invasori alieni . Una storia infarcita di tutti gli stereotipi del genere. Una storia come se ne sono viste tante. voto 5,5 tutte le recensioni del 2003 |