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Gion Uein Show
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• martedì 27 maggio 2003
matrix2_t.jpg
voto : 7.5
Qual è la chiave di lettura per un film complesso come “Matrix Reloaded”? E’ più importante la storia, o il modo in cui viene raccontata? Abbiamo anche noi bisogno del “mastro di chiavi” per aprire le porte con le risposte a tutte le nostre domande?
Bene, se riuscirete ad ambientarvi all’interno della matrice tutto quello che vedrete scorrere non saranno simboli alfanumerici, ma le centinaia di citazioni che fanno di “MATRIX RELOADED” un bignami della storia del cinema ( e non solo ). Con questo nuovo episodio i fratelli Wachowsky si divertono a prendersi gioco dello spettatore. Gli fanno credere tutto e il contrario di tutto . Lo stimolano . Lo seducono con la genialità della loro arte visiva. Lo spingono ad alzarsi dalla poltrona e connettersi in un mondo in cui c’è sempre bisogno di un’opinione. E forse il segreto è tutto qui. Le disquisizioni filosofiche di cui è impregnata la trilogia si fondano essenzialmente sulla SCELTA e i Wachowsky Bros si preoccupano appunto di lasciare allo spettatore la possibilità di scegliere, di darsi una spiegazione personale, di interpretare gli avvenimenti. Le risposte definitive non esistono. Tecnicamente poi, il film è un portento. Ma questo era scontato. La tecnica di ripresa del BULLET TIME è stata perfezionata e portata all’esasperazione : dalla partenza sparata con il duello a colpi di pistola tra TRINITY e la sentinella che precipitano dal grattacielo ( tra fischi di pallottole e vetri infranti ), fino all’inseguimento sull’autostrada ( già definito come la “madre di tutti gli inseguimenti” ) culminante con il frontale tra i due Tir ( TERRIFICANTE ). I Wachowsky Bros agiscono spudoratamente sul potenziometro che regola il tempo : lo diradano, lo piegano su se stesso , lo fanno esplodere. Sfruttano al massimo la tecnologia per regalarci inquadrature da angolazioni impossibili che avranno sul cinema lo steso impatto che ebbe a suo tempo la Steadycam di Kubrick tra i corridoi dell’ Overlock Hotel. Ciò non toglie che venti minuti di pellicola in meno avrebbero sicuramente giovato alla causa contribuendo ad mantenere costante il livello di adrenalina del sangue Qualche combattimento andava eliminato ( con il body-guard dell’Oracolo ad esempio ) mentre il rito tribale del Rave-party su Zion ( con conseguente amplesso Neo / Trinity ) ci è parso troppo lungo. E proprio quando si era sul più bello …… STOP.
di gionueinshow, 17:20
1 Commento
• lunedì 26 maggio 2003
voto : 4,5
theeye_t.jpg
Grazie a “The Eye” abbiamo scoperto che in Cina i dottori si laureano a 14 anni. Non ci sono altri meriti da attribuire a questo tanto reclamizzato “The Eye” , che avuto la fortuna ( commerciale ) di sfruttare l’effetto volano provocato da RINGU ( The Ring ).
Ma questa volta non ci troviamo a che fare con una rilettura occidentalizzata del film originale , ma con il prodotto “ tal quale ” . Il risultato è che The Eye è una pellicola che fa quasi tenerezza. Questa parodia cinese del “sesto senso” è tecnicamente è un film misero, montato con la “spillatrice” è privo di scene da ricordare ( proprio sforzandomi potrei citare i 15 piani in ascensore ) con una colonna sonora da delirio (delle specie di “Jingle pubblicitari” che partivano al ridosso dei momenti di tensione ) è delle interpretazioni davvero memorabili ( !!! ) . I pochi spaventi ( per modo di dire ) sono dovuti essenzialmente agli effetti sonori sparati a tutto volume proprio nei momenti in cui la maggior parte degli spettatori stava per cedere alle lusinghe di Morfeo . Considerando anche il soggetto inflazionato ( oltre al già citato "6° senso" ci sono evidenti riferimenti a GHOST !!! ) credo che ce ne sia abbastanza per annoverarlo tra i campioni di “incazzi” ( la gente voleva indietro i soldi del biglietto ) della stagione. Da cecargli gli occhi. Ai registi.
di gionueinshow, 16:03
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• venerdì 16 maggio 2003
HIGH CRIMES, LA 25° ORA, NAVE FANTASMA, X-MAN 2.
di gionueinshow, 19:05
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• venerdì 16 maggio 2003
25ora.jpg
A Monty Brogan non restano che 24 ore. Dopodiché, l’oblio lo attende. 7 lunghi anni da scontare in carcere per spaccio di droga. 24 ore. Le ultime 24 ore da uomo libero. Voi come le spendereste ? A chi dedichereste la maggior parte del tempo ? Quali sono le ultime cose che vorreste vedere? Passereste tutto il tempo a commiserarvi o le godreste tutte e 24 fino in fondo, succhiandole e assaporandole come il più delizioso dei frutti ?
Dopo aver visto la fidanzata di Monty ( Naturelle / Anna Paquin ) molti di voi non avrebbero dubbi in proposito. Monty Brogan sarà invece impegnato a cercare di recuperare. Recuperare il rapporto con il padre. Recuperare il rapporto con gli amici. Recuperare il rapporto con la sua donna. Le 24 ore passeranno lentamente e voi non ve ne accorgerete, tante sono le cose da fare, tante sono le cose da sistemare. Incombente l’atroce dubbio che non tutto sarà depennato dalla lista. Spike Lee si muove perfettamente a suo agio nella Manatthan post “11 settembre “, immersa nei colori cupi dell’angoscia e sospesa tra i vapori tossici di Ground Zero. E tra le mille storie della grande mela, quella di Monty è solo una storia come tante. Una storia banale, che uno Spike Lee in “ State of Grace ” racconta a suo modo. Con maestria. Fondamentali i dialoghi ( e questa è stata sempre un suo “marchio di fabbrica” ), strepitose le interpretazioni ( il solito Edward “ Dark “ Norton su tutti ), inappuntabile la fotografia. Memorabile la sequenza con l’autoanalisi allo specchio di Monty Brogan, ma tutta la pellicola è disseminata di momenti di grande cinema. Un film che vi farà pensare e che , almeno per due ore e passa, vi spingerà a dare il giusto valore anche alle “cose più piccole” della vita.
di gionueinshow, 18:49
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• venerdì 16 maggio 2003
highcrimes_us.jpg
Ashley Judd ( già abituata ai maritini tutto pepe con il Johnny Deep di “ Astronauts Wife “ ) è Claire , un avvocato di successo che vede la sua vita capovolgersi all’improvviso quando suo marito ( il James Caveziel di “ Montecristo” ) viene arrestato e sottoposto alla legge marziale con l’infamante accusa di “strage”.
Una bella botta, visto che la bella Ashley non sapeva nemmeno che il bel Caveziel avesse fatto il militare …. Ciò nonostante, con l’aiuto di Morgan Freeman ( in tenuta easy rider ) e di una sorellina “no global” e “cosce aperte” , l’intrepida mogliettina sfiderà la corte marziale , scavando a fondo nella “vita nascosta” del suo uomo e arrivando infine alla verità. Raccontato fa tutto un altro effetto. A vederlo invece il risultato è letale. Un film inutile. Tutto ( e di più ) sull’argomento era già stato detto. Solo per citarne alcuni, potremmo tirare in ballo “ L’alibi era perfetto ( Fritz Lang – 56 )” fino ad arrivare ai più recenti “ Codice d’onore ( Rob Reiner che dirige Tom Cruise e Demi Moore – 92 ) “ e “ Schegge di paura ( Gregory Hoblit che dirige Richard Gere ed Edward Norton – 96 ) “. Carl Franklin infila tutto nel suo frullatore e ci propina il suo frappè al gusto di stereotipi di genere con il risultato che il suo è un lavoro che non lascia traccia. Basta alzarsi dalla sedia per dimenticarsi il motivo per cui si è in piedi. Se proprio vi piace l’avvocatura meglio noleggiarsi e rivedersi “ Mio Cugino Vincenzo “.
di gionueinshow, 12:03
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