HIGH CRIMES, LA 25° ORA, NAVE FANTASMA, X-MAN 2.

A Monty Brogan non restano che 24 ore. Dopodiché, l’oblio lo attende. 7 lunghi anni da scontare in carcere per spaccio di droga.
24 ore. Le ultime 24 ore da uomo libero. Voi come le spendereste ? A chi dedichereste la maggior parte del tempo ? Quali sono le ultime cose che vorreste vedere? Passereste tutto il tempo a commiserarvi o le godreste tutte e 24 fino in fondo, succhiandole e assaporandole come il più delizioso dei frutti ?
Dopo aver visto la fidanzata di Monty ( Naturelle / Anna Paquin ) molti di voi non avrebbero dubbi in proposito.
Monty Brogan sarà invece impegnato a cercare di recuperare. Recuperare il rapporto con il padre. Recuperare il rapporto con gli amici. Recuperare il rapporto con la sua donna. Le 24 ore passeranno lentamente e voi non ve ne accorgerete, tante sono le cose da fare, tante sono le cose da sistemare. Incombente l’atroce dubbio che non tutto sarà depennato dalla lista.
Spike Lee si muove perfettamente a suo agio nella Manatthan post “11 settembre “, immersa nei colori cupi dell’angoscia e sospesa tra i vapori tossici di Ground Zero. E tra le mille storie della grande mela, quella di Monty è solo una storia come tante. Una storia banale, che uno Spike Lee in “ State of Grace ” racconta a suo modo. Con maestria. Fondamentali i dialoghi ( e questa è stata sempre un suo “marchio di fabbrica” ), strepitose le interpretazioni ( il solito Edward “ Dark “ Norton su tutti ), inappuntabile la fotografia. Memorabile la sequenza con l’autoanalisi allo specchio di Monty Brogan, ma tutta la pellicola è disseminata di momenti di grande cinema.
Un film che vi farà pensare e che , almeno per due ore e passa, vi spingerà a dare il giusto valore anche alle “cose più piccole” della vita.
Ashley Judd ( già abituata ai maritini tutto pepe con il Johnny Deep di “ Astronauts Wife “ ) è Claire , un avvocato di successo che vede la sua vita capovolgersi all’improvviso quando suo marito ( il James Caveziel di “ Montecristo” ) viene arrestato e sottoposto alla legge marziale con l’infamante accusa di “strage”.
Una bella botta, visto che la bella Ashley non sapeva nemmeno che il bel Caveziel avesse fatto il militare ….
Ciò nonostante, con l’aiuto di Morgan Freeman ( in tenuta easy rider ) e di una sorellina “no global” e “cosce aperte” , l’intrepida mogliettina sfiderà la corte marziale , scavando a fondo nella “vita nascosta” del suo uomo e arrivando infine alla verità.
Raccontato fa tutto un altro effetto. A vederlo invece il risultato è letale.
Un film inutile.
Tutto ( e di più ) sull’argomento era già stato detto. Solo per citarne alcuni, potremmo tirare in ballo “ L’alibi era perfetto ( Fritz Lang – 56 )” fino ad arrivare ai più recenti “ Codice d’onore ( Rob Reiner che dirige Tom Cruise e Demi Moore – 92 ) “ e “ Schegge di paura ( Gregory Hoblit che dirige Richard Gere ed Edward Norton – 96 ) “.
Carl Franklin infila tutto nel suo frullatore e ci propina il suo frappè al gusto di stereotipi di genere con il risultato che il suo è un lavoro che non lascia traccia. Basta alzarsi dalla sedia per dimenticarsi il motivo per cui si è in piedi.
Se proprio vi piace l’avvocatura meglio noleggiarsi e rivedersi “ Mio Cugino Vincenzo “.