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Gion Uein Show
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• lunedì 8 settembre 2003
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Rispunta minacciosa all’orizzonte la bandiera rabberciata dei pirati. Gli ultimi avvistamenti portavano la firma di Renny Harlin ( CORSARI ) e soprattutto di Polansky ( il sottovalutato PIRATI ).
Tocca questa volta a GORE VERBINSKY levare l’ancora dall’isola della TORTUGA , ma non prima di aver reclutato il suo equipaggio nelle migliori bettole dello star system hollywoodiano. A Johnny Deep spetta il ruolo di capitano, e con il suo stralunato e adorabile “Jack The Sparrow” sembra ancora non essersi ripreso dai bagordi lisergici di PAURA E DELIRIO A LAS VEGAS. Orlando Bloom , quasi irriconoscibile senza orecchie a punta , incarna alla perfezione l’eroe ingenuo e romantico ( Will Turner ) perdutamente innamorato della bellissima Keira Knightely ( Elisabeth Swann ) , mentre Geoffrey Rush completa la prima fila con il suo Barbarossa , pirata spietato e terribilmente carismatico. Rimpolpata la ciurma con un pugno di comprimari ( giusto per fare numero ) , il regista di THE RING ha potuto finalmente levare gli ormeggi e godersi il viaggio in tutta tranquillità , visto che la rotta segnata dagli sceneggiatori è davvero priva di pericoli e che la nave messa a disposizione dalla Disney ( oltre alla qualità dell’equipaggio ) è a prova di cannonate.Capitan Gore dirige poi tenendo ben saldo il timone , non lasciandosi incantare dalle sirene e rispettando al millimetro cartine e correnti. Tecnicamente pare essersi ispirato ( oltre che alla “ risaputa ” attrazione per famiglie ) al famoso giochino della settimana enigmistica : ha raccolto una dose massiccia di citazioni situazioni “ di genere “ e le ha unite con un unico tratto . A dare sostegno ( e una brezza di freschezza ) al suo lavoro, una sceneggiatura intelligente che mescola sapientemente tematiche “ fantastiche “ al susseguirsi incessante di arrembaggi, duelli, tesori e isole nascoste. Ne vien fuori un film che ha proprio nella perfezione il suo limite evidente. La Maledizione della Prima Luna è infatti un ‘opera che non stimola altri sensi oltre alla vista. Ci sarebbe piaciuto un film che parlasse di più al cuore, un film che sapesse di sporcizia e rum , di umidità e legno marcio. Ci ritroviamo invece un film bidimensionale, che mantiene inalterata la distanza tra spettatori e schermo. Un film bello a vedersi ma che sa di plastica, proprio come l’attrazione da cui prende ispirazione. Un film perfetto ( l’aggettivo è ricorrente ) per una serata all’insegna dell’intrattenimento puro , ma decisamente incapace di rievocare le gesta di bucanieri e corsari che tante volte da ragazzini ci avevano spinto a sfidare il mondo con una benda sull’occhio.
di gionueinshow, 16:48
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• lunedì 1 settembre 2003
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Orecchie allenate non avrebbero avuto difficoltà nel tradurre il continuo brusio della sala, tramutatosi in una “cantilena” costante dopo appena mezz’ora di film : “… Speriamo che si incazza, speriamo che si incazza , speriamo che si incazza…”
E si , perchè senza il golia verde impegnato a radere al suolo laboratori nucleari e centri abitati si rischia ripetutamente l’abbiocco. C’è davvero poco di che divertirsi . Lento ( in alcuni tratti irritante ) in tutte le fasi in cui non compare il verdone. Gradevole ( ma non certo epocale ) nelle sequenze in cui il Dott. Banner si ingrifa aumentando di taglia e prendendo a calci e pugni tutto quello che gli sbarra la strada. DAVVERO Poco condivisibile la scelta stilistica di Ange Lee , che si impantana a metà strada tra il BATMAN di Burton e lo SPIDERMAN di Raimi. E considerata la mole del protagonista , risulta subito improba l’impresa di tirarsi fuori dal guado. Tutta l’attenzione del regista di Taiwan è rivolta ai tormenti del protagonista tralasciando colpevolmente l’azione ( cribbio, dopotutto è un comix –movie ). Il suo errore più grande quello di “sedare “ la furia distruttiva del golia verde puntando più ad una trasposizione moderna dell’eterno dilemma del “Dottor Jeckil e di Mister Hyde” che del classico della MARVEL. Discutibili anche soluzioni tecniche come il “picture in picure “ ( soluzione oramai obsoleta persino per i fanatici dell’ AVID CINEMA ) che stride notevolmente con la seriosità che permea tutta la pellicola. Notevole poi il cast : Eric Bana sembra Pieraccioni con la faccia stravolta da una consistente cura di raggi gamma mentre la Connely è soporifera quanto una tisana di valium dopo un pranzo di matrimonio. E’ naturale che in questo scenario desolante il pur bravo Nick Nolte faccia la parte del fenomeno. In definitiva un film triste, con un prologo che avrà fatto venire la pelle verde ai puristi del comix marvel ed un epilogo che li avrà definitivamente fatti incazzare. “ Due coglioni quanto una casa “ – è stato il primo commento carpito durante la migrazione del pubblico verso l’uscita e in effetti , dando una sbirciata , non si contavano gli slip da uomo lacerati abbandontati per terra insieme a lattine vuote di Pepsi e buste di pop-corn.
di gionueinshow, 16:45
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